Trasporto intermodale e combinato in Europa: opportunità per spostare il traffico merci dalla strada alla ferrovia
Ridurre la congestione stradale e le emissioni di gas a effetto serra richiede uno spostamento di quote crescenti di traffico merci dalla strada alla ferrovia, alle vie navigabili interne e al short-sea shipping. Il trasporto intermodale e combinato offre il quadro operativo per questa transizione, grazie a unità di carico standardizzate e incentivi per le combinazioni strada-ferrovia...

Logifie Team
Esperti in tecnologie per la logistica

Ridurre la congestione stradale e le emissioni di gas a effetto serra implica spostare una quota maggiore di traffico merci dalla strada alla ferrovia, alle vie navigabili interne e al short-sea shipping. Il trasporto intermodale e combinato offre il quadro operativo per questa trasformazione, grazie a unità di carico standardizzate tra i diversi modi e a incentivi per le combinazioni strada-ferrovia. Questo articolo analizza lo stato del trasporto combinato in Europa, i principali driver normativi e gli aspetti pratici per gli speditori.

Che cosa si intende per trasporto combinato e intermodale?
Il trasporto combinato è un tipo di trasporto intermodale in cui la parte principale del tragitto avviene su ferrovia, vie navigabili interne o mare, mentre la strada è limitata ai tratti iniziali e finali. La direttiva europea 92/106/CEE sul trasporto combinato incoraggia questo tipo di operazioni consentendo agli autotrasportatori di effettuare cabotaggio senza autorizzazioni aggiuntive e prevedendo esenzioni da alcune restrizioni di accesso alla rete stradale. Una nota del Parlamento europeo riconosce che la direttiva è datata e che la Commissione ha proposto nel novembre 2023 un aggiornamento per rafforzare gli incentivi e ampliare la definizione.
Più in generale, il trasporto intermodale implica l’uso di almeno due modi di trasporto con la stessa unità di carico, ad esempio un container o una cassa mobile. Le moderne strategie logistiche combinano la strada con la ferrovia, chiatte o servizi short-sea per migliorare l’efficienza e ridurre l’impronta di carbonio.
La crescita del trasporto combinato
Il rapporto UIC/UIRR 2024 evidenzia la rapida crescita del trasporto combinato in Europa. Tra il 2010 e il 2023 il volume di trasporto combinato è aumentato del 59 % e il parco di carri intermodali del 40 %. Nel 2023 il trasporto combinato rappresentava circa il 50 % del settore ferroviario merci europeo e il 52 % dei collegamenti era transfrontaliero. Il rapporto conta circa 350 collegamenti transfrontalieri con partenze settimanali e stima in 6,4 miliardi di euro il fatturato del settore nel 2022. Si prevede una crescita media annua del 3 % fino al 2040.
Nonostante questi progressi, la strada continua a dominare il trasporto merci. I dati Eurostat indicano che nel 2023 la strada rappresentava il 25,3 % delle tonnellate-chilometro nell’UE, il ferrovia il 5,5 % e le vie navigabili interne l’1,6 %. Il trasporto marittimo resta la modalità principale con il 67,4 %. Promuovere il riequilibrio modale resta quindi un obiettivo prioritario della politica europea dei trasporti.
Driver legislativi e di policy
- Revisione della direttiva sul trasporto combinato: la proposta di modifica mira ad ampliare la definizione di trasporto combinato, introdurre criteri di ammissibilità più chiari e migliorare monitoraggio e rendicontazione. Intende inoltre armonizzare gli incentivi, come esenzioni da pedaggi, deroghe ai divieti notturni e procedure doganali semplificate.
- TEN-T e gestione della capacità: la revisione del regolamento TEN-T rafforza il ruolo dei nodi urbani e dei terminali merci multimodali. Sono in discussione regole per la gestione della capacità al fine di dare priorità ai treni merci lungo i corridoi ferroviari.
- eFTI e digitalizzazione: l’attuazione del regolamento eFTI e di piattaforme di prenotazione interoperabili semplificherà la gestione dei flussi multimodali e ridurrà le rotture di carico amministrative.
- Incentivi verdi: la tariffazione del carbonio, i pedaggi basati sulla CO2 e le zone a basse emissioni aumentano l’attrattività relativa di ferrovia e vie navigabili interne rispetto al trasporto esclusivamente su gomma.
Aspetti pratici per gli speditori
- Valutare le relazioni: il trasporto intermodale funziona meglio su distanze superiori a circa 300 km, dove il ferrovia offre vantaggi in termini di costi ed emissioni. Identifica corridoi con partenze ferroviarie frequenti e servizio affidabile.
- Comprendere le unità di carico: usare container o casse mobili standard che possano essere movimentati dalle gru nei terminal e assicurare un corretto fissaggio del carico per più movimentazioni.
- Pianificare le operazioni di terminal: considerare i tempi di trasbordo e i possibili ritardi dovuti alla congestione. Prenotazioni elettroniche e slot di arrivo prenotati aiutano a ridurre le soste in terminal.
- Collaborare con partner specializzati: lavorare con operatori ferroviari, spedizionieri e hub logistici specializzati in trasporto combinato. Piattaforme digitali di prenotazione e monitoraggio possono fornire visibilità end-to-end tra i diversi modi di trasporto.
- Allineare la strategia con gli obiettivi di sostenibilità: comunicare ai clienti i vantaggi in termini di CO2 del trasporto intermodale. Sempre più aziende monitorano le emissioni di scope 3 e preferiscono fornitori che utilizzano modalità a basse emissioni.
Conclusioni
Il trasporto intermodale e combinato è in rapida crescita, ma rappresenta ancora una quota minoritaria rispetto al trasporto esclusivamente stradale. Sfruttando la normativa europea rivista, una maggiore capacità ferroviaria e le piattaforme digitali, gli speditori possono diversificare il mix modale, ridurre i costi e contribuire alla decarbonizzazione. Spedizionieri come Logifie possono supportare la progettazione di soluzioni multimodali su misura per specifiche relazioni e tipologie di merce.
Fonti
Revision of the Combined Transport Directive (European Parliament Research Service, 2023) - Spiega che la direttiva sul trasporto combinato è obsoleta e che le modifiche proposte nel novembre 2023 mirano ad ampliare la definizione e a rafforzare gli incentivi.
Combined Transport in Europe: Growth and Challenges (UIC, UIRR, 2024) - Indica che i volumi del trasporto combinato in Europa sono cresciuti del 59 % tra il 2010 e il 2023, che il parco di carri intermodali è aumentato del 40 %, che il trasporto combinato rappresenta il 50 % del traffico merci ferroviario e che il 52 % dei collegamenti è transfrontaliero, con ricavi pari a 6,4 miliardi di euro.
Most goods transported by sea within the EU in 2023 (Eurostat, 2025) - Riporta che nel 2023 la strada rappresentava il 25,3 % delle tonnellate-chilometro nell’UE, la ferrovia il 5,5 %, le vie navigabili interne l’1,6 % e il mare il 67,4 %.