L'Italia scongiura lo sciopero dei camionisti: il governo approva un pacchetto da 300 milioni di euro per gli autotrasportatori
L'Italia scongiura lo sciopero UNATRAS 25–29 maggio con un decreto da 300 mln EUR: rimborsi accise dimezzati e tagli fiscali sul gasolio prorogati.

Logifie Team
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Il Consiglio dei Ministri italiano ha approvato nella serata di venerdì 23 maggio 2026 un decreto d'emergenza da 300 milioni di euro, spingendo UNATRAS — l'organismo di rappresentanza delle associazioni italiane di autotrasporto — a sospendere il fermo nazionale previsto dal 25 al 29 maggio. L'accordo, annunciato da Palazzo Chigi al termine di ore di trattative, rappresenta il più consistente intervento governativo a favore dell'autotrasporto italiano nell'arco di oltre un decennio.
Cosa prevede il pacchetto da 300 milioni di euro
Il decreto combina due linee di finanziamento. 100 milioni di euro provengono da fondi già stanziati ma non utilizzati, precedentemente destinati al settore; altri 200 milioni di euro costituiscono nuove risorse d'emergenza. L'intero importo da 300 milioni è destinato al sostegno dei costi del carburante attraverso un meccanismo di credito d'imposta a favore delle imprese di autotrasporto.
Oltre alla cifra complessiva, il decreto introduce tre modifiche operative che gli operatori avvertiranno da subito.
Il termine per il rimborso trimestrale delle accise sul gasolio commerciale — il cosiddetto rimborso del gasolio commerciale — viene ridotto da 60 a 30 giorni, con decorrenza dal 1° ottobre 2026. Dimezzare i tempi di attesa migliora concretamente i flussi di cassa dei piccoli vettori che operano con linee di credito ridotte.
Il taglio esistente di 20 centesimi al litro sulle accise del gasolio commerciale, in scadenza il 23 maggio, è stato prorogato fino all'8 giugno, mantenendo i prezzi alla pompa più bassi per ulteriori due settimane mentre il tavolo permanente di lavoro prende avvio.
È stato istituito un tavolo permanente presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), con il ripristino del Consulta Generale per l'Autotrasporto e la Logistica. Entrambi gli organismi hanno il mandato di sviluppare politiche strutturali di lungo periodo, anziché limitarsi a misure d'emergenza estemporanee.
Confartigianato Trasporti ha definito il risultato "cruciale" e ha descritto la mossa del governo come un "forte atto di responsabilità". UNATRAS ha precisato che la sospensione del fermo non equivale alla sua cancellazione, mantenendo aperta la possibilità di nuove azioni sindacali qualora il decreto non venisse attuato nei tempi promessi.
Perché gli autotrasportatori italiani hanno chiesto un intervento d'emergenza
Il carburante è stato il punto di rottura. I camionisti italiani pagano il gasolio sopra i 2 euro al litro da mesi, e il carburante rappresenta tipicamente circa il 30% dei costi operativi totali di un veicolo pesante standard. Questo margine è esistenziale per un mercato a prevalenza di piccoli operatori come quello italiano.
I numeri alla base della crisi sono allarmanti. Le imprese di autotrasporto registrate in Italia sono calate del 22,2% nell'ultimo decennio, passando da 86.590 aziende nel 2015 a sole 67.349 nel 2025. L'Italia conta a livello nazionale 741.500 veicoli pesanti oltre le 3,5 tonnellate, con la Lombardia che detiene il parco veicoli regionale più grande, mentre il Trentino-Alto Adige è l'unica regione italiana ad aver registrato un aumento netto degli operatori nello stesso periodo.
La pressione del carburante non è un fenomeno esclusivamente italiano. Secondo il rapporto IRU sul trasporto merci su strada europeo del Q1 2026, i prezzi medi del gasolio nell'UE sono aumentati del 26% nel primo trimestre del 2026, passando da 1,56 euro al litro a fine Q4 2025 a 1,96 euro al litro a fine Q1 2026. L'Italia, dove il regime delle accise era già scaduto una volta prima di questo intervento, ha risentito di quella pressione in modo particolarmente acuto.
La combinazione di costi del carburante in crescita, una base vettoriale in contrazione e cicli lenti di rimborso governativo ha creato una situazione in cui anche gli operatori di medie dimensioni registravano margini operativi negativi sui carichi a lunga percorrenza — il fattore scatenante dell'ultimatum di UNATRAS.
Cosa devono monitorare gli operatori nel prossimo futuro
La sospensione del fermo del 25–29 maggio guadagna tempo, ma non costituisce esplicitamente una risoluzione permanente. UNATRAS si è riservata il diritto di ripristinare l'azione sindacale qualora le disposizioni del decreto non venissero attuate nei tempi promessi. Il punto di attenzione immediato è l'8 giugno: se il taglio delle accise venisse lasciato scadere nuovamente senza sostituto, il tavolo di lavoro si troverà di fronte a un immediato banco di prova della sua credibilità.
Nel medio-lungo termine, il tavolo permanente del MIT e il ripristinato Consulta Generale stabiliranno l'agenda della riforma strutturale — i tempi di rimborso delle accise, l'architettura fiscale sul carburante e i piani tariffari minimi per il trasporto merci sono tutti sul tavolo delle trattative.
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Fonti: trans.info, 25-05-2026; Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 175; Il Sole 24 ORE; Rapporto IRU sul trasporto merci su strada Q1 2026